lo guardo.
so d'amarlo.
senza pensare.
nemmeno sentire.
non ne ho bisogno.
per saperlo.
legata. annodata. aperta.
con il fiato sospeso, attende.
piacere e lussuria.
stufa e moon
carino sentirvi chiaccherare. quasi vi immagino. interessanti gli scambi.
tuttavia credo che entrambe sappiate, in fondo,
che a cena non c'era un amico o una amica.
nada.
non si sapra' mai, probabilmente il nome della signora o signorina.
ma il ruolo, si. purtroppo.
stufa, quando ti dico che sei una artista, vera, a questo mi riferisco.
all'amore che provi per le situazioni piene d'emozione, passione, e pochissima tendenza all'autoconservazione. tutto questo ti rende colorata, vissuta. splendida e talvota disperata.
Moon (che comunque leggo voletieri) e' piu' intellettuale, nei suoi sentimenti disperati. li pensa mentre li vive, si ribella. intellettualmente. li scrive e, forse, un poco li prova. La sua e' una presa di posizione a priori, un 68' letto, una sboria imparata dal vecchio sporcaccione. Mediata, dunque. Ma ben riletta.
Tu li vivi, forse li scrivi, ma non sempre. O non necessariamente.
mi avvicinerei al tavolo. mi dice.
indossando solo i miei sandali, alti.
ed il mio vestitino. leggero.
mi piace quel vestitino, penso.
ti farei girare verso di me, da seduto.
e mi siederei, sopra.
sospirerei, anche piu' volte.
fino al tuo, di sospiro.
mi alzerei e me ne andrei, allegra,
ad incontrare le mie amiche.
aspettando, nuovamente, il tuo. arrivo.
quando vuole sa rendere, l'idea.
e' appassionata.
energia allo stato puro.
una bomba atomica.
lascia che impazzi, sopra.
di te.
'succhiamelo'.
e' quella che mi piace. di piu',
mi dice.
e vuole un fiume di parole.
dice d'essere. un castello per aria.
alimentato dalla mia fatasia.
ma e' il suo sapore che alimente. la mia.